exhibition events

Rapsodia Botanica

28/09/2019 – 29/09/2019

 

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Il progetto ha invitato, domenica 29 settembre scorso, gli abitanti dei quartieri Stadera / Santa Teresa / Gratosoglio a partecipare a un concorso di bellezza per il verde che cresce. Le piante domestiche ammesse in gara dovevano essere facilmente trasportabili o facenti parte del verde pubblico del quartiere. La partecipazione degli iscritti è stata sorprendente. Dopo aver preso i contatti con i ragazzi di X Contemporary le persone aderenti all’iniziativa, e le loro piante, sono state inserite all’interno della lista dei concorrenti. La giuria composta da Nadia Fulco, responsabile dei progetti sociali di Atir, Roberta Riccio di spazio X e la Serra Lorenzini, a cui va tutta la nostra gratitudine per averci fornito la pianta premio, dopo una passeggiata, che partendo da piazzale Fabio Chiesa si è sviluppata attraverso un percorso che ha coinvolto cascine, orti, aiuole condominiali e molto altro, ha scelto il suo vincitore. Si tratta della onlus I Percorsi che dal 2012 con passione e dedizione si occupa della aiuola che si trova appunto sulla Piana. Il titolo dell’evento è un omaggio al film del 1917 del regista piemontese Nino Oxilia, Rapsodia Satanica, la cui trama è una sorta di variazione della vicenda faustiana: un’anziana dama dell’alta nobiltà stringe un patto col diavolo per tornare giovane. Il film finisce in tragedia. L’ispirazione dannunziana da cui è tratto il soggetto si esprime metaforicamente durante tutta la pellicola attraverso la simbologia floreale: il fiore è un lusso inutile nel momento in cui viene colto, il fiore si coltiva giorno per giorno.

Elena Perugi

 

L’evento si è tenuto durante la MILANO GREEN WEEK

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Sabato 28 – ore 15:00 – Allestimento in corso per la proiezione serale del film “Rapsodia Satanica” del regista Nino Oxilia.

Le pesti aiutano l’artista Elena Perugi nell’organizzazione dello spazio…

 

 

Sabato 20:45 – Proiezione del film

 

 

Domenica 29  ore 16:00 – Piazzale Fabio Chiesa – Rapsodia Botanica –

La più bella tra le piante  del quartiere si nasconde tra i giardini condominiali di Santa Teresa, tra le aiuole prima abbandonate poi curate,  tra quelle  che radicano tranquille tra le crepe dell’incuria e nel degrado e tra quelle che nascono spontaneamente e inaspettate nel bel mezzo di aiuole progettate. La più bella sarà eletta tra le piante in vaso portate dai vicini e dagli amici sul piazzale e sarà ammirata, come per il grande tiglio della Cascina Campazzo, con il naso all’in sù.

 

 

Si ringraziano per la realizzazione di questo evento:

L’artista Elena Perugi

Tutti gli abitanti del Quartiere Chiesa Rossa, Santa Teresa per la partecipazione e per il tempo e la cura che tutti i giorni dedicano alle piante del quartiere, in particolar modo la signora Annamaria, la signora Antonella, la signora Gabriella e il signor Gaetano.

Serra Lorenzini per averci non solo dato la possibilità di promuovere l’evento all’interno del vivaio, dandoci nozioni curiose ed interessanti sul verde, ma anche per aver sponsorizzato con una bellissima “pianta premio”, messa in palio alla più bella.

Cascina Campazzo, per l’accoglienza delle padrone di casa, per il pane buono ancora caldo e l’allegria contagiosa che si respira al di sotto del maestoso tiglio.

Atir – Teatro Ringhiera, nella persona di Nadia Fulco, per aver rinnovato più che mai la presenza del teatro all’interno di iniziative di riqualificazione del territorio e di aggregazione cittadina che hanno a cuore il quartiere, la piana e il teatro e aver così, eletto con noi la più bella.

Progetto Persona Onlus (I Percorsi),  nella persona di Emanuele  per la partecipazione all’evento e la cura del verde del quartiere così accurata da fargli vincere il primo premio con l’aiuola pubblica in gara situata di fronte l’ingresso del Teatro, al centro del piazzale.

Il Direttore del Carrefour di Via Piero Boifava, per la sponsorizzazione tecnica di bevande e cibo servite durante la merenda sulla piana al termine dell’evento.

Filippo Lardella per gli scatti fotografici dell’evento.

Tutti gli amici partecipanti, i vicini che amano il verde e i bambini di spazio X.

 

spazio X

Ass. Culturale X Contemporary

 

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 Biografia  di Elena Perugi

Laureata nel 2015 al Politecnico di Milano con la tesi “La progettazione partecipata dello spazio pubblico”, sul potenziale dell’intervento artistico in contesti di riqualificazione urbana, segue nell’anno accademico 2015-2016 un Master in Fine Arts al Chelsea College of Arts di Londra dove viene approfondita la ricerca sul territorio, integrandola con tematiche legate all’archivio personale e alla memoria. Nel settembre 2016 inizia il biennio specialistico di Arti Visive e Studi Curatoriali alla NABA di Milano, il cui esito finale è la ricerca “Memaze”, che indaga le declinazioni del linguaggio memetico e le pratiche artistiche di contro-visualità a esso collegate. Elena Perugi è un artista visiva i cui lavori si concentrano sul potere dell’immagine, intesa come forma rappresentativa di dinamiche che prevedono, talvolta simultaneamente, sia l’empowerment di chi le produce, che la sua stessa marginalizzazione. Le opere, che spaziano da rappresentazioni grafiche, installazioni video e produzioni scultoree, vogliono evidenziare come la comunicazione visiva assuma oggi la dimensione politica di un assedio.

 

 


 

ATTITUDINE

gARTen 6° EDIZIONE – Rassegna di arti all’aperto

31.05 – 01.06 – 2019

 

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L’essere umano talvolta lascia nella natura in cui vive delle tracce profonde e altre solamente delle scie, ma abbastanza simboliche per costruirsi attorno un ambiente modificato a beneficio di se stesso, sempre più culturale e sempre meno naturale. L’ambiente circostante appare dunque un percorso ben conosciuto, tanto da risultare a volte banale.

Il progetto “Attitudine” chiedeva agli artisti di trovare un profondo e personale atteggiamento conoscitivo verso l’ambiente ospitante, restituendo a loro volta lavori specifici per il luogo. Lavori strettamente in comunicazione con il contesto, facendo attenzione a non dare nulla per scontato.

 

ARTIST* PARTECIPANTI:

Diego Giannettoni – Ivna Lamart – Giulia Terminio – Giulio Veroni – Clarissa Falco – Giorgia Lippolis

 

PROGETTO A CURA DI:

Benedetta Incerti – Giulio Veroni – Ass. culturale X contemporary (spazio X)

 

 

 


 

 

Ciò che la cultura separa 

03/04/2019|06/06/2019

 

ENRICA SIRIGU Cominciamo dal linguaggio – (installazione sonora- flauto e voce)

 

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Ciò che la cultura separa 

 

Ciò che la cultura separa è una mostra che riflette su quell’ancestrale paura che risiede nel comodo prefissato gioco di forze che si istaura nel rapporto tra uomo e donna e crea la cultura del possesso. La progressiva perdita di controllo e di potere del blasonato “sesso forte”, l’indebolirsi dell’istituzione della famiglia patriarcale, l’affermarsi del grado sempre più alto d’istruzione femminile e la consapevolezza da parte delle donne del proprio corpo e della propria sessualità, hanno lentamente negli anni steso le basi verso l’ennesima “caccia alle streghe”, questa volta però, dal sapore tutto contemporaneo. Avviene sul web, nelle strade, tra le mura di casa tra le stanze più oscure delle sacrestie, sui giornali che si stampano ancora e tra le parole dei politicanti, nei reparti degli ospedali, dietro la scrivania di un’azienda e sui banchi di scuola. La donna è pericolosa e questo è certo. Una genetrix di luce che cova in sé il germe dell’in- telletto che protesta, intralcia ed urla. Sparge, quest’essere dalle demoniache fattezze, il microbo velenoso e placido della rivolta, che infetta il mondo sano, dei diritti per tutti, ma un pò meno per le minoranze, che colpisce la buona penisola assopita su un mare inquinato da memorie machiste, memorie che hanno scritto le pagine della storia e della cultura impostaci. Un’educazione devota all’esaltazione del controllo con il suo aggettivarsi rassicurante e protettivo che separa ciò che le sfugge. Questo mondo “piccolo piccolo” contenitore di differenti culture e di differenti realtà, sottende il sacrificio dovuto della donna e si sottrae nel sacrificio in nome di questa, continua nella produzione e la diffusione di immagini stereotipate, modelli e categorie che ne impongono una sottomissione naturale, palesando così una cultura debole che viene sorretta da una base concretamente radicata nella paura dell’alterità.

Allora brucia, la strega brucia.

Lei controlla la vita, la forza lavoro, la cultura del domani. Usa la sua magia, usa gli elementi della natura perché ne è parte. Come può dunque l’istituzione oggi anestetizzare questa creatura schizzofrenica? Come può proteggersi dal suo occultismo se non ridiscutendone i giovani diritti, ridimensionandola in una cultura eretta su ben saldi rapporti di potere, se non imprigionandola in un’educazione che radica la propria forza nella chiara divisione dei sessi e mansioni annesse, se non strumentalizzandone ancora la sessualità, se non ghettizzandola nell’esaltazione. Così la psicosi contemporanea dell’impotenza colpisce l’istituzione che divora lentamente il suo corpo titanico e non può far altro che rifugiare la propria salvezza nella violenza del quotidiano, nel disperato ed ultimo tentativo di rimarcare un fallato patriarchismo nei contenuti e le narrazioni esposte all’interno delle istituzioni, pubbliche e private. Arde in pubblica piazza e muore lentamente tra le mura domestiche, non riuscendo a spegnere mai del tutto la fiamma della disparità che si alimenta della tradizione, tanto da sacralizzarla.

Brucia, la strega brucia.

Ma impara in fretta l’eretica a riconoscere i suoi aguzzini ed esorcizzare i propri demoni, poiché ne è madre, poiché ne è sostanza. Ostacola chiunque voglia strumentalizzarne la libertà, mettendone in discussione la proprietà. Protesta allora in pubblica piazza e si ribella nel privato, ridiscute i ruoli, educa i suoi figli all’uguaglianza di genere e combatte la miseria dell’oppressione. Decostruisce le barriere della cultura istituita, destabilizza l’architettura del mercato e demolisce i rapporti di forza. Conscia che le fiamme del passato non sono lontane dal presente, evoca il potere del suo corpo politico per abbattere i muri di una disparità simbolo della “guerra tra sessi”. Una guerra culturalmente costruita nel tempo, che diventata pericolosamente cliché, usa proprio il suo carattere banalizzato e innocuo, per continuare nel quotidiano una pratica efferata di dominio e violenza, fisica e psicologica. Una cultura che nel tempo ha imparato a separare la donna dall’informazione per controllarla e che ora, diventata inarrestabile, continua a tenerla separata nell’esaltazione di se stessa.

A cura di: Ass. Culturale X contemporary (Carmine Agosto – Roberta Riccio)

spazio X

opening: 03 – 04 – 2019 ore 18.00

finissage: 06 – 06 – 2019 ore 18.00

 

 


 

“RITRATTO DI FAMIGLIA”

13/12/2018|10/02/2019

 

 

 

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“RITRATTO DI FAMIGLIA”

13/12/2018|10/02/2019

 

Con il contributo di: Carmine Agosto, Clarissa Falco, ENECE Film, Benedetta Incerti, Diego Morgera, Elena Perugi, Manuela Piccolo, Adriana Tomatis.

“Guardami”, sembra dire l’oggetto in mostra al solerte pubblico presente, che con il proprio sguardo eleva il manufatto a sacro fino a renderlo vivo, poiché l’oggetto e l’immagine di questo, non sono mai indifferenti agli sguardi e quest’ultimi non sono mai senza effetto.

Ritratto di Famiglia è una mostra che riflette sul concetto di accoglienza, sul potere del dono, soffermandosi sulla costituzione di nuovi nuclei familiari, sempre meno ermetici e consanguinei, ma permeabili e contaminati.
Il progetto riassume i primi passi dello spazio X che – accolto a sua volta in un contesto popolare alle porte della città di Milano, nel quartiere Chiesa Rossa – si concentra sul ritratto non solo come operazione di custodia, come la raffigurazione di un archetipo, di un modello di vita, ma anche come profondo spunto di riflessione sul presente. Un presente di resistenza. Un presente instabile che scava per trovare la sua concretezza nella solidità della storia e la sua forza futura nella ripetizione di questa, tralasciando quello che di più innovativo la storia ha regalato, la prospettiva, non solo come questione tecnica, ma come possibilità di creazione di nuovi sguardi, di nuove realtà, di nuove e concrete comunità. La mostra dunque, come in una stanza delle meraviglie, disegna le sue linee prospettiche tra oggetti donati, oggetti trovati nel quartiere, ricerche e contributi storici di un passato non troppo lontano, scambi di memorie e visioni di giovani artisti.

A cura di: Ass. Culturale X contemporary (Carmine Agosto – Roberta Riccio)

spazio X

opening: 13 DICEMBRE 2018

ore: 18:00