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BARRIERE

dal 06.02.2020 al 25.05.2020

 

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BARRIERE è il nuovo progetto di X Contemporary che unisce le voci di 9 artist*, tutt* coinvolt* nella profonda discussione sulle contemporanee strutture di potere e di controllo, evidenti e subdole, che intrappolano l’individuo tra nuove barriere.

Un racconto, costruito da molteplici contributi, riassunto in cinque mostre:

Chapter 1- ” DOOR ON THE WALL ” di Cansu Inaler
Chapter 2 – “ETICA DEL VELO” di Valentina Avanzini e Clarissa Falco
Chapter 3 – “CHASM” di Lorenzo Bacci e Flavio Moriniello
Chapter 4 – I-ROULETTE di Carolin Mittermair e Natalia Polvani
Chapter 5 – FLUSSI. LA LINFA SONO LE PAROLE di Enrica Sirigu e Ivna Lamart

5 capitoli, 5 momenti di riflessione sulle nuove barriere, morse dalle grandi dimensioni che cercano con forza di soffocare il mondo tutto e le persone al suo interno.
9 sguardi che fanno sorgere la necessità di una profonda ecologia del pensiero, del linguaggio e delle azioni. Un progetto artistico collettivo che si sofferma sul senso di claustrofobia dato dalla consapevolezza del limite, che si affievolisce solo dopo il tentativo della de-costruzione del presunto “reale” e dopo la presa di coscienza del pericolo costante nella banalizzazione quotidiana del“normale”.

DOOR ON THE WALL di Cansu Inaler con il primo capitolo, apre le porte della discussione soffermandosi sul pericolo dello sguardo condizionato che non vede. L’artista turca ci accompagna in un viaggio fatto di pause e piccoli gesti legati alla propria città d’origine, mettendo in dialogo elementi naturali e urbani. Ricordi, che si trasformano in riflessioni sul presente socio/politico della Turchia e indagano il profondo cambiamento di questa terra. La trasformazione repentina di uno stato che ha cambiato i volti delle persone e della città di Istanbul.

Il secondo capitolo dal titolo ETICA DEL VELO a cura di Valentina Avanzini e Clarissa Falco racconta, attraverso un’installazione performativa, l’analisi e lo studio del micro all’interno della quotidianità che si trasforma in macro facendo diventare materia d’indagine l’etica e la politica della normalità. Una lampada magica che invade lo spazio e ne distorce i confini attraverso un’installazione fatta di materia e tagli di luce.

Il terzo capitolo del progetto, CHASM, viene scritto dal duo artistico composto da Lorenzo Bacci e Flavio Moriniello. La loro ricerca parte dal rapporto uomo-macchina descritto da I.Asimov (Un Giorno) e si trasforma in un’istallazione audio-visiva straniante che evidenzia il pericolo banalizzato dietro l’utilizzo compulsivo dei mezzi di comunicazione che costruiscono nelle persone il crescente senso di necessità alla condivisione e alla partecipazione.

I-ROULETTE è il titolo del quarto capitolo che prende il nome dal lavoro di Carolin Mittermair e Natalia Polvani. Le artiste, partendo dalle teorie sulle “cinque istanze che formano la personalità dell’individuo” del filosofo Carl Gustav Jung, innescano la riflessione sulla gestione del personaggio di se stessi che viene costruito all’interno delle piattaforme social e continuamente sollecitato a reagire agli stimoli proposti dal sistema mediato e capitalizzato.

L’ultimo capitolo del progetto viene proposto dalle artiste Enrica Sirigu e Ivna LaMart, intitolato FLUSSI – LA LINFA SONO LE PAROLE, nel quale, soffermano la loro ricerca sull’importanza della condivisione culturale non solo per la crescita del singolo, ma per quella dell’intera società. Provenienti da due paesi diversi e lontani (Italia e Brasile), le due artiste ci mostrano come il primo punto di incontro tra loro, il linguaggio, spesso venga strumentalizzato e sottolineano come le parole spesso possano fungere da radici, permettendo all’individuo di non cadere sottraendosi così all’altro.

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CH. 5  –  “LA LINFA SONO LE PAROLE”

di Enrica Sirigu e Ivna LaMart

ivna e enrica

 

L’emergenza sanitaria legata al COVID-19 continua,  anche se siamo nella “Fase 2”, ma l’arte r-esiste.

Oggi – 25. 05. 2020 – spazio X avrebbe inaugurato il quinto e ultimo capitolo del progetto “Barriere”, La LINFA SONO LE PAROLE, ad opera di Enrica Sirigu e Ivna LaMart, questo non è stato ovviamente possibile, ma le artiste hanno deciso di darci un anticipo della ricerca che diventerà installazione in seguito, invitandoci a riflettere, oggi più che mai, sul rapporto che l’individuo stringe con le proprie “radici”.

 

Teaser del progetto

 

https://enricasirigu.bandcamp.com/track/flussi-teaser

 

L’incontro tra le due artiste provenienti da nazioni così lontane (Brasile – Italia) ha portato ad una riflessione sul vissuto di ciascuna e ad un confronto nel merito dell’argomento oggi tanto dibattuto. Il flusso migratorio porta con sé un flusso di tradizioni, parole, suoni, che sono in continua trasformazione. Ogni impulso porta un arricchimento e contribuisce ad innescare nuove prospettive. I contributi non inquinano una tradizione e non tagliano le radici, come spesso si sente ripetere. Non esistono tradizioni o radici pure, esiste la storia di ciascun popolo che si è integrata, amalgamata e trasformata con l’ausilio dell’altro.

Enrica Sirigu e Ivna LaMart

 

Si ringraziano tutte le persone (chi ha contribuito in forma anonima e chi concedendo l’utilizzo del proprio nome) che hanno partecipato alla call svoltasi a novembre 2019 e che ci hanno inviato un loro audio per la composizione finale:

Caroline Dominguez 

Wanessa Grigoletto 

Thiago Augustus 

Gabriele Scaglia 

Eugenia Nazani Ferracini 

Eliane Palheta 

Brijha Gibson 

Francesco Sirigu 

Alice Paravati 

Giosuè Faciolà 

Angelo Liberati 

Sabrina Liberati 

Maria Anghileri 

Mario Ramirez 

Cristina Zambotti 

Zena Masud 

MariaPia Massetti 

Elisabetta Salis 

Anna Maria Massetti 

Ivna Lamart. Nasce nel 1990 a Belém, nell’Amazzonia brasiliana, studia scienze politiche e relazioni internazionali, mostrando particolare interesse per le macrostrutture del mondo e della cultura – e soprattutto per la performatività nelle società contemporanee. Con il master in Arti Visive e Studi Curatoriali presso la NABA raffina il suo  processo artistico-creativo, orientato alla proposizione di diverse logiche cognitive tramite l’arte e il linguaggio del corpo. 

Come professoressa, attrice, curatrice e performer, partecipa  a esperienze in diversi contesti artistici: due mostre a Milano (2019), residenze a Torino (DAF struttura 2018) e alla Biennale di Yinchuan (2018) e tutt’ora collabora con l’associazione X Contemporary, Rehearsal Space, Dopolavoro Stadera, CETEC Dentro/Fuori San Vittore e UNIPOP Belém.

La sua ricerca prosegue indagando nuovi mondi e modi di esistere in comunità, tramite la rivalutazione del verbo e della natura.

Enrica Sirigu. Nata a Cagliari (1984), diplomata in flauto traverso presso il Conservatorio di musica della sua città, si specializza in musica antica e flauti storici a Milano (Civica Scuola di Musica), Verona (Conservatorio E.F.Dall’Abaco) e Salisburgo (Universität Mozarteum). Si laurea, inoltre, al Triennio di I livello in Beni Culturali (indirizzo storico-artistico) presso la Facoltà di Lettere di Cagliari.

Dal 2016, parallelamente al suo percorso concertistico, decide di intraprendere una concreta strada di ricerca artistica. Dapprima mossa dalla necessità di sperimentare la libertà in campo musicale, dopo anni di regole rigide e costrizione entro schemi predefiniti, più avanti spinta dalla consapevolezza che per lei fare arte significa partire dai suoni che ci circondano e attraverso essi trattare, esaminare, denunciare temi sociali.

Il suo interesse verso un approfondimento continuo sul senso dell’arte nella società odierna, sul ruolo dell’artista oggi e sull’importanza della divulgazione del lavoro artistico l’ha portata a tenere numerose conferenze nel corso degli ultimi anni.

https://enrisart.wordpress.com/


 

 

L’emergenza sanitaria legata al COVID-19 continua, ma l’arte r-esiste.

Oggi – 16. 04. 2020 – spazio X avrebbe inaugurato il terzo capitolo del progetto “Barriere”, CHASM, ad opera di Lorenzo Bacci e Flavio Moriniello, questo non è stato ovviamente possibile, ma gli artisti hanno deciso di darci un anticipo della ricerca che diventerà installazione in seguito, invitandoci a riflettere, oggi più che mai, sul rapporto che l’individuo stringe con la tecnologia.

CH. 3  –  “CHASM”

di Lorenzo Bacci e Flavio Moriniello

 

Chasm: 1. noun: a marked interruption of continuity.
             2. noun: a wide, deep crack in the earth’s surface.

Il dibattito pubblico in merito al rapporto società e tecnologie tende a dividersi tra visioni utopiche e distopiche, ed è proprio in questo interstizio che gli autori si collocano. La ricerca individuale di entrambi gravita intorno a tecnologia, società, politica ed economia e trova in questa residenza un terreno fertile per costruire un progetto comune.

Tenendo ben presente che i sistemi tecnologici non sono neutri ma sottendono architetture economiche e di potere, si sta delineando una realtà in cui i dispositivi plasmano la vita contemporanea e non viceversa.
I profitti ricavati dalle tech companies derivano dalla raccolta di dati, direttamente proporzionale al tempo di utilizzo del dispositivo da parte degli utenti.

I giganti del digitale hanno elaborato strategie efficaci in grado di condizionare l’utilizzo dei loro prodotti che generano assuefazione e prendono la forma di riti inconsapevoli: controllo compulsivo del dispositivo, necessità di condividere e partecipare.
Ne emerge una vita caratterizzata da una sovrabbondanza di stimoli e distrazioni dove risulta davvero complesso concentrarsi su un’attività in maniera continuativa.

Chasm indaga questo fenomeno dislocandolo in un’ambiente controllato e trasformando l’interazione quotidiana con il dispositivo in un’esperienza straniante attraverso un’installazione audio-visiva.

 

Chasm, Lorenzo Bacci e Flavio Moriniello-2

 

2 Chasm, Lorenzo Bacci e Flavio Moriniello-3

 

 


 

 

 

CH. 2  –  “ETICA DEL VELO”

di Clarissa Falco, Valentina Avanzini

La mostra è stata rimandata a causa delle restrizioni governative COVID-19 e verrà realizzata quando i nostri confini saranno più ampi. Intanto ascoltiamo “Ninna Nanna dell’Apocalisse”, composizione audio / video realizzata dalle quattro artiste che anticiperà il gusto dell’Installazione futura “ETICA DEL VELO”

Intanto, martedì 24 – 03 – 2020 alle 19.00, spegniamo le luci, sdraiamoci e seguiamo questa dolce scia… ci porterà lontano…

Apri le orecchie, chiudi gli occhi…

 — ON AIR su YouTube e tutti i social di X Contemporay —

 

“NINNA NANNA DELL’APOCALISSE”

Composizione Audio/Video ad opera di Clarissa Falco, Valentina Avanzini, Ivna LaMart e Valentina Viviani

 

 

 

 


 

 

CH. 1  –  “DOOR ON THE WALL”

di Cansu Inaler

 

 

 

identità grafica del progetto a cura di Carolin Mittermair

contributi fotografici a cura di Lorenzo Bacci

 

 

 


 

 

 

Il Mercatino Della Piana

05 – 01 – 2020

 

Volantino della piana a colori corretto

 

 

Il 5 Gennaio scorso si è svolto sul piazzale Fabio Chiesa il “Mercatino della Piana“, un’esperienza di aggregazione unica, condivisa con meravigliose persone dedite alla cura del territorio e consapevoli della forza dell’unione. Un mercatino solidale dove in vendita c’era davvero di tutto, calze ricamate a mano strapiene di dolcini gentilmente offerti dai due Carrefour di zona, giochi di ogni genere, decorazioni fatte a mano utilizzando scarti tessili ed materiali di recupero, libri, vestiti e accessori decisamente vintage provenienti  dal buon vicinato e dalle associazioni del territorio, ma più di tutto, in vendita c’era la promessa che tutti insieme abbiamo rivolto alla comunità, ovvero quella di tener viva la Piana e lo spirito dei sui abitanti attraverso l’attivismo culturale e artistico.

Teniamo vivo il quartiere, teniamo viva la Piazza Fabio Chiesa.

 

UN RINGRAZIAMENTO DI ❤️❤️❤️❤️ A:

 

ALTRO STAMPO – ASSOCIAZIONE ALVEARE – ATIR – CARREFOUR MISSAGLIA -CARREFOUR RIPAMONTI – IN & OUT – LE PIANISTE – L’IMPRONTA – MUNICIPIO 5 – PARROCCHIA S.MARIA ANNUNCIATA IN CHIESA ROSSA- PROGETTO PERSONA – RITROVO 15

 

Angela – Annamaria – Antonella – Antonia – Antonio – Carmen – Carmine – Caterina – Claudia – Cristian – Daniela – Denise – Don Walter – Elda – Enrica – Eugenio – Franca- Gabriella – Gianna – Gilda – Giovanni – Giovanni 2- Giuseppe – Grazia – Graziella – Ingrid – Jasmine – Lara – Letizia – Luca – Luciana – Luisella – Mariangela – Mariella – Marilia – Martina – Matteus – Mimmo – Miriam – Nadia – Paola 1 – Paola 2 – Pietro
Roberta – Roberto – Rosa 1 – Rosa 2 – Sara – Senait – Simona – Stefania – Tilde

 

 

NO BARRIERS – NO BUREAUCRACY – FEEL FREE TO DO IT BETTER

 

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Rapsodia Botanica

28/09/2019 – 29/09/2019

 

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Il progetto ha invitato, domenica 29 settembre scorso, gli abitanti dei quartieri Stadera / Santa Teresa / Gratosoglio a partecipare a un concorso di bellezza per il verde che cresce. Le piante domestiche ammesse in gara dovevano essere facilmente trasportabili o facenti parte del verde pubblico del quartiere. La partecipazione degli iscritti è stata sorprendente. Dopo aver preso i contatti con i ragazzi di X Contemporary le persone aderenti all’iniziativa, e le loro piante, sono state inserite all’interno della lista dei concorrenti. La giuria composta da Nadia Fulco, responsabile dei progetti sociali di Atir, Roberta Riccio di spazio X e la Serra Lorenzini, a cui va tutta la nostra gratitudine per averci fornito la pianta premio, dopo una passeggiata, che partendo da piazzale Fabio Chiesa si è sviluppata attraverso un percorso che ha coinvolto cascine, orti, aiuole condominiali e molto altro, ha scelto il suo vincitore. Si tratta della onlus I Percorsi che dal 2012 con passione e dedizione si occupa della aiuola che si trova appunto sulla Piana. Il titolo dell’evento è un omaggio al film del 1917 del regista piemontese Nino Oxilia, Rapsodia Satanica, la cui trama è una sorta di variazione della vicenda faustiana: un’anziana dama dell’alta nobiltà stringe un patto col diavolo per tornare giovane. Il film finisce in tragedia. L’ispirazione dannunziana da cui è tratto il soggetto si esprime metaforicamente durante tutta la pellicola attraverso la simbologia floreale: il fiore è un lusso inutile nel momento in cui viene colto, il fiore si coltiva giorno per giorno.

Elena Perugi

 

L’evento si è tenuto durante la MILANO GREEN WEEK

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Sabato 28 – ore 15:00 – Allestimento in corso per la proiezione serale del film “Rapsodia Satanica” del regista Nino Oxilia.

Le pesti aiutano l’artista Elena Perugi nell’organizzazione dello spazio…

 

 

Sabato 20:45 – Proiezione del film

 

 

Domenica 29  ore 16:00 – Piazzale Fabio Chiesa – Rapsodia Botanica –

La più bella tra le piante  del quartiere si nasconde tra i giardini condominiali di Santa Teresa, tra le aiuole prima abbandonate poi curate,  tra quelle  che radicano tranquille tra le crepe dell’incuria e nel degrado e tra quelle che nascono spontaneamente e inaspettate nel bel mezzo di aiuole progettate. La più bella sarà eletta tra le piante in vaso portate dai vicini e dagli amici sul piazzale e sarà ammirata, come per il grande tiglio della Cascina Campazzo, con il naso all’in sù.

 

 

Si ringraziano per la realizzazione di questo evento:

L’artista Elena Perugi

Tutti gli abitanti del Quartiere Chiesa Rossa, Santa Teresa per la partecipazione e per il tempo e la cura che tutti i giorni dedicano alle piante del quartiere, in particolar modo la signora Annamaria, la signora Antonella, la signora Gabriella e il signor Gaetano.

Serra Lorenzini per averci non solo dato la possibilità di promuovere l’evento all’interno del vivaio, dandoci nozioni curiose ed interessanti sul verde, ma anche per aver sponsorizzato con una bellissima “pianta premio”, messa in palio alla più bella.

Cascina Campazzo, per l’accoglienza delle padrone di casa, per il pane buono ancora caldo e l’allegria contagiosa che si respira al di sotto del maestoso tiglio.

Atir – Teatro Ringhiera, nella persona di Nadia Fulco, per aver rinnovato più che mai la presenza del teatro all’interno di iniziative di riqualificazione del territorio e di aggregazione cittadina che hanno a cuore il quartiere, la piana e il teatro e aver così, eletto con noi la più bella.

Progetto Persona Onlus (I Percorsi),  nella persona di Emanuele  per la partecipazione all’evento e la cura del verde del quartiere così accurata da fargli vincere il primo premio con l’aiuola pubblica in gara situata di fronte l’ingresso del Teatro, al centro del piazzale.

Il Direttore del Carrefour di Via Piero Boifava, per la sponsorizzazione tecnica di bevande e cibo servite durante la merenda sulla piana al termine dell’evento.

Filippo Lardella per gli scatti fotografici dell’evento.

Tutti gli amici partecipanti, i vicini che amano il verde e i bambini di spazio X.

 

spazio X

Ass. Culturale X Contemporary

 

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 Biografia  di Elena Perugi

Laureata nel 2015 al Politecnico di Milano con la tesi “La progettazione partecipata dello spazio pubblico”, sul potenziale dell’intervento artistico in contesti di riqualificazione urbana, segue nell’anno accademico 2015-2016 un Master in Fine Arts al Chelsea College of Arts di Londra dove viene approfondita la ricerca sul territorio, integrandola con tematiche legate all’archivio personale e alla memoria. Nel settembre 2016 inizia il biennio specialistico di Arti Visive e Studi Curatoriali alla NABA di Milano, il cui esito finale è la ricerca “Memaze”, che indaga le declinazioni del linguaggio memetico e le pratiche artistiche di contro-visualità a esso collegate. Elena Perugi è un artista visiva i cui lavori si concentrano sul potere dell’immagine, intesa come forma rappresentativa di dinamiche che prevedono, talvolta simultaneamente, sia l’empowerment di chi le produce, che la sua stessa marginalizzazione. Le opere, che spaziano da rappresentazioni grafiche, installazioni video e produzioni scultoree, vogliono evidenziare come la comunicazione visiva assuma oggi la dimensione politica di un assedio.

 

 


 

ATTITUDINE

gARTen 6° EDIZIONE – Rassegna di arti all’aperto

31.05 – 01.06 – 2019

 

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L’essere umano talvolta lascia nella natura in cui vive delle tracce profonde e altre solamente delle scie, ma abbastanza simboliche per costruirsi attorno un ambiente modificato a beneficio di se stesso, sempre più culturale e sempre meno naturale. L’ambiente circostante appare dunque un percorso ben conosciuto, tanto da risultare a volte banale.

Il progetto “Attitudine” chiedeva agli artisti di trovare un profondo e personale atteggiamento conoscitivo verso l’ambiente ospitante, restituendo a loro volta lavori specifici per il luogo. Lavori strettamente in comunicazione con il contesto, facendo attenzione a non dare nulla per scontato.

 

ARTIST* PARTECIPANTI:

Diego Giannettoni – Ivna Lamart – Giulia Terminio – Giulio Veroni – Clarissa Falco – Giorgia Lippolis

 

PROGETTO A CURA DI:

Benedetta Incerti – Giulio Veroni – Ass. culturale X contemporary (spazio X)

 

 

 


 

 

Ciò che la cultura separa 

03/04/2019|06/06/2019

 

ENRICA SIRIGU Cominciamo dal linguaggio – (installazione sonora- flauto e voce)

 

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Ciò che la cultura separa 

 

Ciò che la cultura separa è una mostra che riflette su quell’ancestrale paura che risiede nel comodo prefissato gioco di forze che si istaura nel rapporto tra uomo e donna e crea la cultura del possesso. La progressiva perdita di controllo e di potere del blasonato “sesso forte”, l’indebolirsi dell’istituzione della famiglia patriarcale, l’affermarsi del grado sempre più alto d’istruzione femminile e la consapevolezza da parte delle donne del proprio corpo e della propria sessualità, hanno lentamente negli anni steso le basi verso l’ennesima “caccia alle streghe”, questa volta però, dal sapore tutto contemporaneo. Avviene sul web, nelle strade, tra le mura di casa tra le stanze più oscure delle sacrestie, sui giornali che si stampano ancora e tra le parole dei politicanti, nei reparti degli ospedali, dietro la scrivania di un’azienda e sui banchi di scuola. La donna è pericolosa e questo è certo. Una genetrix di luce che cova in sé il germe dell’in- telletto che protesta, intralcia ed urla. Sparge, quest’essere dalle demoniache fattezze, il microbo velenoso e placido della rivolta, che infetta il mondo sano, dei diritti per tutti, ma un pò meno per le minoranze, che colpisce la buona penisola assopita su un mare inquinato da memorie machiste, memorie che hanno scritto le pagine della storia e della cultura impostaci. Un’educazione devota all’esaltazione del controllo con il suo aggettivarsi rassicurante e protettivo che separa ciò che le sfugge. Questo mondo “piccolo piccolo” contenitore di differenti culture e di differenti realtà, sottende il sacrificio dovuto della donna e si sottrae nel sacrificio in nome di questa, continua nella produzione e la diffusione di immagini stereotipate, modelli e categorie che ne impongono una sottomissione naturale, palesando così una cultura debole che viene sorretta da una base concretamente radicata nella paura dell’alterità.

Allora brucia, la strega brucia.

Lei controlla la vita, la forza lavoro, la cultura del domani. Usa la sua magia, usa gli elementi della natura perché ne è parte. Come può dunque l’istituzione oggi anestetizzare questa creatura schizzofrenica? Come può proteggersi dal suo occultismo se non ridiscutendone i giovani diritti, ridimensionandola in una cultura eretta su ben saldi rapporti di potere, se non imprigionandola in un’educazione che radica la propria forza nella chiara divisione dei sessi e mansioni annesse, se non strumentalizzandone ancora la sessualità, se non ghettizzandola nell’esaltazione. Così la psicosi contemporanea dell’impotenza colpisce l’istituzione che divora lentamente il suo corpo titanico e non può far altro che rifugiare la propria salvezza nella violenza del quotidiano, nel disperato ed ultimo tentativo di rimarcare un fallato patriarchismo nei contenuti e le narrazioni esposte all’interno delle istituzioni, pubbliche e private. Arde in pubblica piazza e muore lentamente tra le mura domestiche, non riuscendo a spegnere mai del tutto la fiamma della disparità che si alimenta della tradizione, tanto da sacralizzarla.

Brucia, la strega brucia.

Ma impara in fretta l’eretica a riconoscere i suoi aguzzini ed esorcizzare i propri demoni, poiché ne è madre, poiché ne è sostanza. Ostacola chiunque voglia strumentalizzarne la libertà, mettendone in discussione la proprietà. Protesta allora in pubblica piazza e si ribella nel privato, ridiscute i ruoli, educa i suoi figli all’uguaglianza di genere e combatte la miseria dell’oppressione. Decostruisce le barriere della cultura istituita, destabilizza l’architettura del mercato e demolisce i rapporti di forza. Conscia che le fiamme del passato non sono lontane dal presente, evoca il potere del suo corpo politico per abbattere i muri di una disparità simbolo della “guerra tra sessi”. Una guerra culturalmente costruita nel tempo, che diventata pericolosamente cliché, usa proprio il suo carattere banalizzato e innocuo, per continuare nel quotidiano una pratica efferata di dominio e violenza, fisica e psicologica. Una cultura che nel tempo ha imparato a separare la donna dall’informazione per controllarla e che ora, diventata inarrestabile, continua a tenerla separata nell’esaltazione di se stessa.

A cura di: Ass. Culturale X contemporary (Carmine Agosto – Roberta Riccio)

spazio X

opening: 03 – 04 – 2019 ore 18.00

finissage: 06 – 06 – 2019 ore 18.00

 

 


 

“RITRATTO DI FAMIGLIA”

13/12/2018|10/02/2019

 

 

 

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“RITRATTO DI FAMIGLIA”

13/12/2018|10/02/2019

 

Con il contributo di: Carmine Agosto, Clarissa Falco, ENECE Film, Benedetta Incerti, Diego Morgera, Elena Perugi, Manuela Piccolo, Adriana Tomatis.

“Guardami”, sembra dire l’oggetto in mostra al solerte pubblico presente, che con il proprio sguardo eleva il manufatto a sacro fino a renderlo vivo, poiché l’oggetto e l’immagine di questo, non sono mai indifferenti agli sguardi e quest’ultimi non sono mai senza effetto.

Ritratto di Famiglia è una mostra che riflette sul concetto di accoglienza, sul potere del dono, soffermandosi sulla costituzione di nuovi nuclei familiari, sempre meno ermetici e consanguinei, ma permeabili e contaminati.
Il progetto riassume i primi passi dello spazio X che – accolto a sua volta in un contesto popolare alle porte della città di Milano, nel quartiere Chiesa Rossa – si concentra sul ritratto non solo come operazione di custodia, come la raffigurazione di un archetipo, di un modello di vita, ma anche come profondo spunto di riflessione sul presente. Un presente di resistenza. Un presente instabile che scava per trovare la sua concretezza nella solidità della storia e la sua forza futura nella ripetizione di questa, tralasciando quello che di più innovativo la storia ha regalato, la prospettiva, non solo come questione tecnica, ma come possibilità di creazione di nuovi sguardi, di nuove realtà, di nuove e concrete comunità. La mostra dunque, come in una stanza delle meraviglie, disegna le sue linee prospettiche tra oggetti donati, oggetti trovati nel quartiere, ricerche e contributi storici di un passato non troppo lontano, scambi di memorie e visioni di giovani artisti.

A cura di: Ass. Culturale X contemporary (Carmine Agosto – Roberta Riccio)

spazio X

opening: 13 DICEMBRE 2018

ore: 18:00